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Allegato radiazioni non ionizzanti

Introduzione

La popolazione e i lavoratori sono esposti a campi elettromagnetici prodotti da una grande varietà di sorgenti che utilizzano l'energia elettrica a varie frequenze. Tali campi, occupano la parte dello spettro elettromagnetico che si estende dai campi statici alle radiazioni infrarosse. In questa gamma di frequenze i fenomeni di ionizzazione del mezzo interessati dai campi sono trascurabili, si parla pertanto di radiazioni non ionizzanti. Negli ultimi decenni l'uso dell'energia elettrica è aumentato considerevolmente, sia per la distribuzione dell' energia, sia per lo sviluppo delle telecomunicazioni, con il conseguente aumento dell'esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici generati dall'uomo, che tendono a diventare sempre più predominanti rispetto alle sorgenti naturali. I campi variabili nel tempo a cui le persone sono più comunemente esposte sono quelli derivanti dai sistemi di generazione, trasmissione, distribuzione ed utilizzazione dell'energia elettrica (50/60 Hz - ELF), e dai sistemi di telecomunicazione (3 kHz /300 GHz -RF)

Aspetti normativi

La normativa italiana in materia di sorgenti di campi elettromagnetici fa capo alla Legge 22 febbraio 2001, n. 36 "Legge quadro sulla protezione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici" pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 55 del 7 marzo 2001, con finalità di assicurare:

la tutela della salute dei lavoratori, delle lavoratrici e della popolazione dagli effetti dell'esposizione a determinati livelli di campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici ai sensi e nel rispetto dell'articolo 32 della Costituzione;" (art. l) ed ha per oggetto "gli impianti, i sistemi e le apparecchiature per usi civili, militari e delle forze di polizia, che possano comportare l'esposizione dei lavoratori, delle lavoratrici e della popolazione a campi elettrici,magnetici ed elettromagnetici con frequenze comprese tra O Hz e 300 GHz ".

La legge quadro prevede l'emanazione di una serie di decreti applicativi che disciplinato le esposizioni ai campi elettromagnetici alle diverse frequenze sia per la popolazione che per i lavoratori esposti. Tali decreti a oggi sono in fase di discussione, si applica pertanto il regine transitorio (art. 16) che per le radio frequenze prevede l'applicazione delle disposizioni del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 23 aprile 1992, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 104 del 6 maggio 1992, e successive modificazioni, le disposizioni del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 28 settembre 1995, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 232 del 4 ottobre 1995, delle disposizioni del decreto del Ministro dell'ambiente 10 settembre 1998, n. 381 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n° 257 del 03/11/1998.

 

Il DPCM del 23/4/92, fissa (art. l):

i limiti massimi di esposizione, relativamente all'ambiente esterno ed abitativo, ai campi elettrico e magnetico generati alla frequenza industriale nominale (50Hz). Non si applica alle esposizioni professionali sul luogo di lavoro ed alle esposizioni intenzionali di pazienti sottoposti a diagnosi e cure mediche. Ed il DPCM del 28/9/95 applica i limiti di campo alla frequenza di 50 Hz ai campi elettromagnetici generati dagli elettrodotti e dalle relative stazioni e cabine elettriche.

 

Il DM 381/98 si applica a (art,I):

1. Le disposizioni del presente decreto fissano i valori limite di esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici connessi al funzionamento ed all'esercizio dei sistemi fissi delle telecomunicazioni e radiotelevisivi operanti nell'intervallo di frequenza compresa fra 100 kHz e 300 GHz.

2. I limiti di esposizione di cui al presente decreto, non si applicano ai lavoratori esposti per ragioni professionali. Per i lavoratori comunque si applica quanto previsto dal DLgs 626/94 AlI. vn 2., ossia: Radiazioni.

Tutte le radiazioni, eccezion fatta per la parte visibile dello spettro elettromagnetico, devono essere ridotte a livelli trascurabili dal punto di vista della tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori.

 

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